Perché avere un tablet in produzione?

Perché avere un tablet di produzione?

Vent’anni fa il gestionale di produzione era visto come uno strumento con cui interagire solo tramite pc fisso in amministrazione o in postazioni dedicate. La tecnologia, però, avanza e molte cose sono cambiate. Infatti l’evoluzione dei software gestionale ha eliminato il problema di dover installare il programma tramite dischi e non solo. Il Cloud oggi permette un accesso rapido su tutti i dispositivi in grado di connettersi alla rete. Perché non sfruttare le possibilità offerte dalla tecnologia per rendere il lavoro più semplice?

A cosa serve un tablet in produzione?

Il tablet è un punto d’accesso perfetto per ogni operatore in produzione, uno strumento che permette di compiere alcune azioni fondamentali: lettura di codici QR o a barre; invio delle tempistiche di lavoro; segnalazione dei guasti e delle anomalie in produzione. 

Questo nuovo sistema di interazione si basa su una semplice app installabile su qualsiasi tablet Android recente (supportati dalla versione Android 4.4 Kitkat). In questo modo l’operatore potrà utilizzare il tablet come un alleato nel lavoro quotidiano e garantirà un’efficienza maggiore. Infatti non ci sarà più bisogno di prendere i tempi di produzione con i fogli di carta come accadeva fino a qualche anno fa. Questo permette di risparmiare carta e di non perdere fogli, con il timore di falsare tutti i tempi.

Windows vs Android

Windows è senz’altro uno dei sistemi operativi più diffusi della storia dell’informatica e vanta una storia ormai trentennale. Windows offre il vantaggio di un sistema operativo identico a quello per il personal computer. 

Lo svantaggio è che Windows non è particolarmente ottimizzato per essere utilizzato tramite touchscreen, questo comporta diverse problematiche. In generale è sconsigliato per un uso in produzione.

Android ha dalla sua quello di essere un sistema operativo nato per il mobile, quindi ottimizzato per un certo tipo d’uso. Sotto questo punto di vista il paragone non regge perché si tratta di qualcosa che permette l’uso di pennini e dita con estrema naturalezza. I tablet sono in generale meno potenti in versione Android, ma hai davvero bisogno di una macchina potente per compiere operazioni basilari?

KPI: quali monitorare per la produzione?

KPI di produzione Scaccomatto

KPI, è un acronimo nel quale è facile imbattersi in tutti gli ambiti della vita aziendale, non solo quella produttiva. I manager hanno dei KPI da analizzare, gli operai in produzione hanno dei KPI. Ma, esattamente, che cosa sono i KPI e perché dovresti usarli?

KPI: una definizione

Non si può utilizzare uno strumento se non si conosce a fondo, quindi partiamo dalla definizione di KPI. In economia aziendale un KPI (Key performance indicator) è un indicatore che misura l’efficienza produttiva reale dell’azienda. 

I KPI si ritrovano nel marketing, nelle risorse umane, sono metriche che servono ad analizzare l’andamento della vita aziendale e che consentono di capire come migliorare la situazione e in quale aree.

Per quanto riguarda nello specifico dei KPI di produzione, questi devono rispettare dei parametri:

  1. devono essere espressi in numeri, quindi devono avere una quantificazione precisa;
  2. devono poter essere messi in raffronto tra loro, in modo da comprendere situazioni diverse e miglioramenti eventuali delle nostre azioni;
  3. devono monitorare dei dati significativi per la vita aziendale;
  4. devono essere monitorabili costantemente e nel minor tempo possibile;
  5. devono essere dati facilmente leggibili e accessibili a chi deve controllarli. 

KPI di produzione: quali scegliere?

Uno dei più importanti KPI di produzione è l’indice OEE, ovvero Overall Equipment Effectiveness, questo consente di monitorare l’efficienza dell’impianto produttivo. Questo è un indicatore che è possibile verificare nell’apposita sezione di Scaccomatto per ottenere un quadro generale della situazione. 

Altri indici KPI da tenere sotto controllo sono: 

  • controllo qualità dei prodotti finiti, che consente di capire se il risultato finale è conforme alle aspettative o meno;
  • attrezzaggio, ovvero quanto è necessario prima che un macchinario sia operativo.
  • il numero di scarti prodotti, questo può essere un indice di scarsa affidabilità del fornitore di materie prime e quindi occorre una valutazione attenta;
  • efficienza di produzione, si tratta del numero di pezzi prodotti in confronto alle aspettative, utile per capire se stiamo lavorando a ritmo giusto.

Come posso monitorare i KPI in modo pratico?

Oggi la tecnologia avanza e il monitoraggio dei KPI è molto più semplice rispetto a qualche anno fa. Affidarsi ad un software MES come Scaccomatto permette di non preoccuparsi più di annotare dati perché il programma, se correttamente configurato, permetterà di analizzare i principali KPI in tempo reale.

In questo modo potrai confrontare il passato con il presente per comprendere se le tue azioni hanno migliorato davvero la produttività. 

Analisi dei costi: come fare?

Per ogni impresa che si rispetti analizzare i costi è un fattore determinante per comprendere meglio diversi aspetti: il prezzo dei propri prodotti; l’efficienza produttiva; aree di miglioramento. Infatti senza sapere quanto spendiamo nelle diverse attività che contribuiscono alla vita aziendale diventa complesso riuscire a comprendere come migliorare e battere la concorrenza. Ma come si fa l’analisi dei costi?

Analizzare le fonti di costo per l’azienda

Il primo e più scontato passo per saperne di più è analizzare le fonti di costo per l’azienda, che sono molteplici e tutte importanti. Innanzitutto bisogna comprendere da cosa è composto il prezzo di un prodotto di qualsiasi genere.

Costi fissi

Se è vero che i costi fissi vanno tenuti in conto nel computo totale dei fattori che portano alla definizione del prezzo il problema è che questi costi, essendo fissi, non variano in relazione al volume dei pezzi prodotti. Quindi variare i costi fissi comporta sforzi molto alti perché bisognerebbe agire, ad esempio, sugli stipendi oppure sulle forniture d’energia per ottenere una diminuzione.

Certo, magari ottenere contratti di fornitura d’energia o di affitto degli stabili produttivi più vantaggiosi migliorerebbe la situazione di costi per l’intera azienda ma risulta comunque un processo più lungo e difficile rispetto ad agire sui costi variabili.

Costi variabili

I costi variabili sono legati alla produzione in sé perché si tratta di costi come quello delle materie prime necessarie a creare il prodotto finale, oppure spese che si riferiscono alla logistica per il trasporto del prodotto finito. Di certo agire sui costi variabili può essere più semplice che farlo sui costi fissi ma, in ogni caso, dopo aver individuato tutte le fonti di costo è necessario pensare a come e dove sia possibile effettuare tagli.

Inoltre è possibile dividere i costi in altre due categorie:

  • costi diretti: ad esempio i costi delle materie prime per produrre quel prodotto specifico;
  • costi indiretti: riguardano il processo produttivo in generale, quindi sono qui costi come il personale.

Azioni pratiche per migliorare la gestione dei costi

Una volta individuate le principali fonti di costo bisogna comprendere dove e come agire. Ad esempio si può cercare un nuovo fornitore di materie prime a costi più bassi se questo incide troppo sul prezzo finale del nostro prodotto, oppure si può razionalizzare il costo dei dipendenti, magari esternalizzando attività secondarie. Tutti questi interventi avranno come effetto quello di aumentare l’utile netto dell’azienda. 

Per comprendere meglio che cosa fare hai bisogno di due strumenti: l’analisi del fatturato e un software che ti dia dati di produzione completi.

Infatti la possibilità di consultare dati di produzione affidabili e ricchi possiamo comprendere tutti quei problemi che fanno lievitare i costi come le inefficienze produttive. Ad esempio guasti continui alle macchine influiscono negativamente, colli di bottiglia tra le varie fasi della produzione fanno lievitare i costi di produzione. Scaccomatto ti permette di capire in un solo sguardo cosa non sta andando e ti aiuta ad agire con cognizione di causa. Inoltre puoi inserire: costi delle materie prime; costi dei macchinari e costi del personale. In questo modo sarà più semplice effettuare analisi complete.

Sicurezza informatica: il 2021

Sicurezza informatica: 2021

La sicurezza informatica, come già accennato in altri articoli, è diventata un tema che non può essere ignorato da nessuna azienda. Ma come possiamo difenderci dai frequenti attacchi che minacciano il nostro fatturato?

Qualche dato dal 2021

Secondo un rapporto del Clusit, Associazione italiana per la sicurezza informatica, gli attacchi nel corso del 2021 sono aumentati molto, ma vediamo qualche dettaglio:

Come possiamo ben notare da questi dati nessun settore produttivo è davvero al sicuro e quindi pensare ad azioni di protezione dei propri dati e delle reti è fondamentale. In Europa gli attacchi informatici sono aumentati del 10% per un totale del 25% sul totale degli attacchi mondiali rispetto al 2020 e questo significa che essere vulnerabili potrebbe mettere a rischio il fatturato aziendale. 

Sempre secondo il rapporto del Clusit la situazione è peggiorata anche per quanto riguarda l’importanza degli attacchi a livello di danni causati. Infatti nel 2021 il 49% degli attacchi ha provocato danni altissimi mentre solo il 4% ha portato danni bassi. Questo dato è molto importante perché indica il grado di sfida che va affrontato. 

Più competenze per la sicurezza informatica

Secondo il rapporto citato il numero di attacchi che ha sfruttato le vulnerabilità delle reti aziendali è aumentato del 41%, un aumento che non fa ben sperare. Quindi oggi come non mai la priorità è quella di garantire la massima sicurezza della propria rete per evitare spiacevoli intrusioni. Ancora una volta il problema è di competenze perché non tutte le aziende possono permettersi di investire in personale dedicato alla loro infrastruttura di rete. 

Per questo diventa necessario fare affidamento ad aziende esterne che possano fornire le competenze necessarie per lottare contro la cyber criminalità. Queste realtà devono anche essere in grado di mettere in atto strategie che si adeguino ai tempi. 

Gantt: amico dell’azienda

Gantt

Gantt è un termine che chi lavora in azienda o nell’ambito del project management non può non aver sentito. Quando si parla di questo argomento c’è spesso un po’ di confusione: cerchiamo di fare chiarezza.

Chi lo ha creato

Il diagramma di Gantt deve il suo nome, appunto, al suo inventore: Henry Gantt, un ingegnere meccanico statunitense che raffinò il metodo nel 1910. In realtà, però, si parla di un diagramma del tutto simile, che potrebbe essere alla base di quello di Gantt, già nel 1896 ad opera dell’ingegnere polacco Karol Adamiecki. Questi però non scrisse in inglese e quindi la sua opera non riuscì ad emergere nel resto d’Europa e del mondo occidentale.

Di cosa si tratta

Nell’asse orizzontale del diagramma troviamo la linea temporale del progetto che può rappresentare: giorni; mesi; anni. Ovviamente a seconda della lunghezza dello stesso. Sull’asse verticale sono rappresentate invece le attività necessarie al completamento dello stesso che si estendono sull’asse orizzontale a seconda della loro durata. 

In questo modo si ha una rappresentazione grafica delle attività necessarie al completamento dello stesso e si riesce a gestire meglio l’organizzazione aziendale.

L’amico della tua azienda

Il Gantt è uno dei più preziosi alleati dell’organizzazione aziendale perché consente di progettare tutte le fasi di un progetto con chiarezza e, si spera, più efficienza. Inoltre inserire in un diagramma tutti i task necessari a completare un progetto ci aiuta a comprenderne meglio la fattibilità. 

Inoltre ci aiuta a visualizzare con più precisione il carico di lavoro per ogni componente del team assegnato a quel determinato progetto, cosa molto utile se non si lavora esclusivamente su quello.

Attento ai dettagli

Quando si stila l’insieme di task necessari al completamento di un progetto è necessario prestare estrema attenzione ai dettagli altrimenti si rischia di strutturare male il grafico. Inoltre il Gantt richiede un lavoro di project management non indifferente, per fortuna software come Scaccomatto rendono la vita molto più semplice su questo fronte automatizzando diverse procedure per una pianificazione snella e veloce.

Organizzazione aziendale e COVID-19

Mappa velocità 5G Italia

Il 2020 che sta per concludersi è stato uno degli anni più critici per l’organizzazione aziendale, dopo gli iniziali periodi di incertezza le imprese hanno dovuto fare i conti con il Lockdown che, per molti, ha significato reimmaginare il processo produttivo, soprattutto per le aziende che erogano servizi. La parola smart-working si è tramutata in un paradigma imprescindibile del presente, più che un auspicio per il futuro e la digitalizzazione è diventato un tema primario per garantire la sopravvivenza del tessuto produttivo industriale.

Digitalizzazione Italia
Digitalizzazione Italia

Digitalizzazione e organizzazione aziendale

Già gli incentivi messi in atto nel vecchio provvedimento sull’Industria 4.0 hanno contribuito a rinnovare macchinari che oggi permettono di immaginare un’organizzazione aziendale più snella che permetta di affinare il processo produttivo. Infatti l’integrazione e il dialogo tra macchine e software MES, schedulatori e altri, permette di fornire un quadro chiaro sui punti critici della produzione aziendale, consentendo interventi mirati. 

Si tratta di una sfida che il tessuto produttivo italiano deve cogliere per guadagnare competitività, un tessuto che oggi mostra ancora una propensione ai tradizionali sistemi produttivi che rischiano di tagliare fuori molti. Questa transizione richiede investimenti nella formazione del personale e in una nuova organizzazione aziendale in grado di cogliere le sfide di un futuro che corre sempre più veloce, nonostante il rallentamento dovuto alla pandemia di COVID-19.

Digital Capability
Digital Capability

Infrastruttura e Cloud

Digitalizzazione oggi significa per le imprese dotarsi delle infrastrutture necessarie per connettere macchine e operatori, quindi non solo strumenti “smart” ma anche connessioni veloci e sicure. Per questo anche i software MES, i software ERP e altri stanno diventando sempre più basati sulla potenza delle piattaforme Cloud che consentono un accesso rapido al sistema senza più essere legati al singolo dispositivo. 

L’Italia sta lentamente procedendo il cammino di installazione di antenne 5G che permetteranno una connessione veloce e stabile anche in zone non adeguatamente coperte da quella cablata.

Mappa velocità 5G Italia
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Fonte dati: Cerved